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(28 ottobre 2015) - Non era che un esperimento, quello di considerare l'area degli ospedali come una sorta di parco storico-archeologico. L'iniziativa dell'Azienda Ospedaliera, cui hanno validamente contribuito il Comitato Mura, Lo Squero e il Gruppo Giardino Storico, ha invece avuto un successo superiore a ogni previsione.

Quasi centocinquanta persone hanno affollato domenica 18 ottobre il giardino Treves, riaperto per l'occasione, da cui partiva un viaggio alla scoperta di tesori nascosti e sconosciuti: le mura, quasi invisibili, il baluardo Cornaro, al cui interno si conservano ancora in parte gallerie e cannoniere, aperte per l'occasione. E ancora, il ponte cinquecentesco dell'Ospitale, sotto il quale passano ogni giorno centinaia di persone e automobili, senza riconoscerlo per quello che è: un ponte del 1516, sotto il quale scorreva il canale San Massimo. E infine le ghiacciaie: quella, nota ma quasi mai accessibile, del giardino Treves e quella, finora del tutto sconosciuta, nell'area delle cliniche, usata come magazzino e ripulita per l'occasione.

 

 

È stata la prova generale, pienamente riuscita, per arrivare presto alla realizzazione di un percorso storico all'interno dell'area ospedaliera, con pannelli segnaletici e semplici supporti infornatici per smartphone e tablet, offra a chi, per necessità di cura o professionali, si trovi a percorrere l’area ospedaliera, di scoprire qualcosa del suo passato. parallelamente, si sono create le basi per arrivare, ci auguriamo in tempi brevi, a un'apertura del giardino Treves verso l'Ospedale, perché ne possano fruire gli utenti della struttura.

La convinzione che anima le associazioni che hanno collaborato all'iniziativa, partita dall'Archivio Storico dell'Azienda ospedaliera, è che il motto "mens sana in corpore sano" possa anche essere letto al contrario: cultura e conoscenza possono aiutare a mantenere sano anche il corpo e, forse, un po' anche a curarlo.

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