Alicorno_porzione_visibile_t(9 giugno 2015) - Per il secondo anno consecutivo la Protezione Civile di Padova ha dedicato una parte della propria manovra annuale, svoltasi sabato 6 giugno, alle mura di Padova, rinnovando la collaborazione con il Comitato Mura di Padova e il Gruppo Speleologico Padovano CAI, con il sostengo degli assessorati all'Edilizia Pubblica e alla Sicurezza-Protezione Civile.

Se l'anno scorso la sinergia tra questi gruppi aveva prodotto la "ricomparsa" del torrione Ghirlanda, quasi completamente avvolto dalla vegetazione, quest'anno gli obbiettivi sono stati addirittura due.

A ricomparire questa volta è stato il torrione Alicorno, il più grande tra i bastioni di forma circolare della cinta cinquecentesca con una storia complessa fatta di modifiche, trasformazioni, ripensamenti fino agli interventi esterni degli ultimi anni per ripristinare il crollo di una porzione esterna avvenuto nel 2009.

La struttura, internamente ben nota alla cittadinanza per essere spesso sede di attività culturali come mostre, concerti e spettacoli teatrali (è infatti l'unico caso di bastione interamente recuperato all'interno) era però praticamente invisibile esternamente sia navigando lungo il Tronco Maestro sia percorrendo l'asse di via Goito perché oscurata dall'enorme massa di vegetazione cresciuta senza controllo ed in maniera caotica per molti anni sulla sponda orientale del canale.

Una vera e propria muraglia di vegetazione che rendeva impossibile la visione, alle sue spalle, del torrione Alicorno.

L'intensa giornata di lavoro di due squadre di volontari della Protezione Civile ha permesso di eliminare la vegetazione per due lunghi tratti (rispettivamente di 17 e 11 metri) aprendo la visuale verso il tratto di mura retrostante, ora finalmente riconoscibile dall'altra sponda.

Un intervento per ora parziale, rispetto al tratto di argine da pulire per ridare completa visibilità e comprensibilità alla grande circonferenza del torrione Alicorno, ma che dimostra come la manutenzione attenta e costante del patrimonio verde attorno alle mura sia un elemento fondamentale per la tutela e la valorizzazione del monumento. Un'azione che la Protezione Civile, con il supporto del Comitato Mura, intende completare nei prossimi mesi, usando il luogo come "palestra" per la formazione dei propri operatori durante le esercitazioni da programmare, fino alla completa pulizia della zona.

La seconda azione della giornata è tornata ad occuparsi del torrione Ghirlanda, posto a nord del torrione Alicorno e sempre lungo le acque del Tronco Maestro. Qui l'azione del 2014 aveva rimesso in luce anche la cornice del leone marciano che ornava il torrione fino al 1797 quando, all'arrivo delle truppe napoleoniche, l'elemento fu abbattuto. Quest'anno, il Gruppo Spleologico Padovano con il supporto delle imbarcazioni della Protezione Civile e la collaborazione del Comitato Mura, ha messo in atto un tentativo di localizzare, nell'area di alveo antistante il torrione, i resti dell'effigie marciana. Una zona di circa 9 metri quadrati è stata scandagliata ogni 40 cm, tramite l'uso di aste metalliche allungabili registrando la presenza di diversi oggetti solidi, verosimilmente lapidei, ad una profondità variabile tra 1,60 m e 1,90 m rispetto al pelo dell'acqua, compatibile con i livelli del fiume (e del fondale) di fine Settecento. Non si è trovato (ma, purtroppo, non è stato possibile scandagliare nel dettaglio tutta l'area come previsto) un corpo lapideo unico delle dimensioni della cornice ancora in loco, ma la questione potrebbe essere giustificata dal "trauma" subito dalla pietra durante il distacco, oppure da particolati condizioni di giacitura del pezzo nel limo. Una ricerca che quindi continua...

Comitato Mura di Padova

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