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Una casamatta ritrovata (per ora sulla carta) Stampa E-mail

casamatta

(26 aprile 2017) - Le “scoperte” più emozionanti sono quelle che si fanno per caso. Capita per esempio di andare a vedere una (bella) mostra dedicata ai manoscritti miniati della Biblioteca Universitaria (Scuola di San Rocco, fino al 7 maggio), aprirne il catalogo, molto ricco e incredibilmente economico (10,00 euro) e trovarci documenti e immagini inedite che riguardano le mura...

Nel raccontare le vicende della biblioteca del convento degli Eremitani, Lavinia Prosdocimi, che ha curato la mostra con Federica Toniolo, Nicoletta Giovè Marchioli e Pietro Gnan, cita documenti seicenteschi in cui viene indicata, come riferimento topografico, una casa matta delle mura. L’imbocco di quella casamatta compare in due disegni allegati ai documenti, pure pubblicati nel catalogo, che permettono di capirne esattamente la posizione: nei pressi di via Porciglia, poco all’interno del cancello dei giardini dell’Arena, in un punto dove è logico che esistesse una cannoniera, puntata in direzione del corso del Piovego verso il Portello, a protezione dell’imbocco del canale di Santa Sofia con il ponte delle Grade di Porciglia.
In nota, la ricercatrice segnala esplicitamente l'utilità di quei documenti e disegni per le ricerche del Comitato Mura. Invito che volentieri raccogliamo.

In realtà per il progetto Padova Sotterranea, condotto da Comitato Mura e Gruppo Speleologico CAI, non si tratta di una novità: altri documenti ci avevano già da tempo convinti della probabile esistenza della cannoniera e della relativa casamatta. Ma i disegni appena “rivelati”, uno dei quali indica le distanze, ne hanno permesso una localizzazione piuttosto precisa.

Si spera che in occasione dei prossimi lavori di restauro vengano rimossi i depositi fluviali addossati alla muraglia per rintracciare la cannoniera, prevedibilmente in parte sotto il pelo dell’acqua, come quelle di porta Ognissanti e del Castelnuovo, per il rialzamento del livello del canale. Un’operazione non particolarmente difficile, né costosa. Si potrà poi decidere se mantenere o meno la cannoniera in vista, ma intanto la si sarà rilevata.

Sempre in un secondo tempo, localizzata con precisione la cannoniera, si potrà valutare l’opportunità di procedere a uno scavo all’interno dei giardini per verificare se si sia conservata anche la casamatta, o perlomeno i suoi muri perimetrali.

Non sono molte le casematte di cortina, cioè non interne ai bastioni,  finora rintracciate, nonostante siano state individuate quasi tutte le relative cannoniere. In sostanza soltanto le due a protezione del torrione Alicorno, quella a fianco del ponte delle Gradelle di San Massimo e una nei pressi delle porte Contarine. DI altre si conosce la posizione ma non è possibile verificare la sussistenza, altre ancora sono state sicuramente demolite.

Il lavoro da fare per completare la conoscenza delle mura di Padova è ancora lungo. Poter contare anche sull’occasionale aiuto di ricercatori e ricercatrici ai quali, operando in ambiti diversi, càpiti di imbattersi in documenti come quelli appena pubblicati, non può che facilitarci il lavoro.
Intanto, a voi lettori l’invito a visitare la mostra a e comprarne il catalogo!

U. Fadini

 

(clicca sulle immagini per ingrandirle)

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