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Ricordo di Francesco Piva

Francesco PivaLa notte di sabato 6 febbraio è mancato serenamente Francesco Piva, per molti anni Segretario generale della Clac, la Comunità per le Libere Attività Culturali, che opera da molti anni nell’area dell’ex Macello di via Alvise Cornaro a Padova, dove il Comitato Mura di Padova ha avuto in concessione la sua prima sede, il locale posto sul Ponte delle Gradelle, e ha collaborato a numerose iniziative.

Il giorno del funerale Vittorio Dal Piaz, socio fondatore del Comitato Mura, lo ha ricordato così:

Parlare di Francesco, del suo impegno civile, della sua insolita tenacia e del suo guardare lontano, non è facile per chi, come me, ha condiviso molte avventure iniziate in anni ormai lontani, quando è nata un’amicizia che non si è mai interrotta.
Avventure che hanno seguito poi diverse strade, testimoniate qui dalla presenza di tanti amici, protagonisti di ieri e di oggi, riuniti per quest’ultimo saluto, misto di affetto, di ricordo ma anche di una sentita riconoscenza verso una persona speciale per quello che ha dato.
Parlare di Francesco non può che portarci all’ex Macello di via Cornaro, dove la Comunità per le Libere Attività Culturali opera ancora fin dal 1980, pur tra le difficoltà dovute alla scarsa attenzione dell’Amministrazione.
La Clac nasce nel settembre 1973 come Comitato promotore, ospitato in via Andreini nei locali del Seminario di Sociologia dell’Università (grazie alla disponibilità del prof. Sabino Acquaviva, amico fraterno di Francesco, mancato all’inizio di quest’anno). Nel giugno 1975, riunendo numerose associazioni, locali e nazionali, acquista veste ufficiale, con la sottoscrizione dello Statuto (dovuto a Bruno Arrigotti, partecipe e protagonista di numerose iniziative). Il fine del sodalizio è la gestione “libera” di una sede comune, appunto l’ex Macello, per ospitare mostre, concerti, conferenze, laboratori didattici, oltre a recuperare il parco, le strutture industriali del primo Novecento e le mura veneziane, ma nello stesso tempo persegue l’obiettivo di creare un gruppo di opinione che possa pesare nell’ambiente cittadino, rapportando la cultura non istituzionalizzata con quella ufficiale. Le associazioni che l’hanno fondata, attive nel campo della cultura, dell’ambiente, della scienza, della didattica, della storia urbana, tutte accomunate dal desiderio di partecipare e di far sentire la propria voce, hanno, per noi, nomi famigliari, altre poi seguiranno: il Comitato Difesa Ambiente, la Associazione per la cooperazione didattica, il Gruppo Mineralogico Euganeo, il Fotoclub Padova, il TPR – Teatro Popolare di Ricerca, l’Archeoclub, il Circolo Numismatico patavino, il Comitato Italo-Euzkadi, l’Etnoclub, il Club Alpino Italiano – Sez. di Padova, la Giovane Montagna, l’Associazione Italiana Museo vivo – sez. veneta, l’Unione Micologica Italiana – sez. di Padova, il Gruppo Astrofili Padova, l’AGIMUS Padova - Associazione Giovanile Musicale, il WWF - Gruppo di Padova. E a quest’ultimo dobbiamo la prima iniziativa, sempre del 1973, volta a salvare il complesso del Macello, dove poi il Comitato Mura, appena costituito, otterrà nel 1977 il primo “ingresso ufficiale” con la concessione del Ponte delle Gradelle a San Massimo, rilevato con il Gruppo Speleologico Padovano del CAI. E non dobbiamo dimenticare i protagonisti di allora, insieme a Francesco, non più tra noi: Antonello Perissinotto, Angelo Banzato e Giulia Fabbrini.
Cosa ricordare di quei primi anni?
Il recupero della piroga con il Club Sommozzatori (1972), le campagne di stampa, l’”adozione” dell’Ospedale di San Francesco Grande e il salvataggio del suo archivio storico,), la fine della macellazione (Natale 1975) e il nostro ingresso (furtivo ma non troppo), il tema del Museo civico e il convegno, la richiesta di una Consulta (febbraio 1976), gli articoli su Padova e la sua Provincia (Giulio Bresciani Alvarez, luglio 1978), le proposte di riutilizzo, le mostre (L’architettura in terra del Centro Pompidou), la nascita del Parco didattico con il contributo di docenti universitari (Giangi -Giovanni- Lorenzoni), l’”invasione delle scuole”, i vari restauri (ing. Giorgio Romaro…), l’intervento della Scuola edile, l’istallazione della camera iperbarica, il vincolo di tutela (1986). Potrei continuare a lungo, ma mi fermo qui…
Mi mancheranno i nostri veloci “incroci” e saluti dalle rispettive biciclette, l’ultimo è di alcuni giorni fa.
Ciao Francesco

Chiesa di Santa Sofia, 10 febbraio 2016


Nella foto in alto: Francesco Piva mentre illustra il concetto di Software Libero come Tesoro del Mondo FMACU-UNESCO al PLUTO Meeting che si è tenuto al Liceo Modigliani di Padova il 10 giugno 2007 (Foto PLUTO Project)

Nella foto qui sotto: Inaugurazione della mostra fotografica sulle Mura cinquecentesche all’ex Macello nel Digestore Rastelli: si riconoscono, oltre a Francesco Piva, l’Assessore al Verde Elio Marcato e, di spalle, Patrizio Giulini. Sullo sfondo l’ingresso al locale del Ponte delle Gradelle. (Foto Adriano Verdi)

mostra mura 1985

 

Il ricordo del figlio, Giovanni Piva, apparso sul Gazzettino di Padova il 9 febbraio 2016

Il Gazzettino 9-2-2016


Il sito della Comunita` per le Libere Attivita` Culturali: http://www.clacpd.org

 
 
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