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Nuova pediatria, una ferita al parco delle mura. Quattro principi cardine per ripensare l’area ospedaliera Stampa E-mail

07_2017-10-22_CONFRONTI_sez-A_20x4_t_copia(23 ottobre 2017) - Il programmato edificio a torre della nuova clinica pediatrica dovrebbe sorgere nella zona delle cliniche universitarie, all'interno e a ridosso della cintura rinascimentale della città. Un progetto per il momento appena abbozzato ma che prevede una torre di 8 piani ospedalieri (equivalenti a più di 10 piani di edilizia residenziale!) disposta a soli 17 metri dal baluardo Cornaro del Sanmicheli e a 25 dalla cortina muraria cinquecentesca. La nuova torre, disponendosi in posizione parallela alla cortina del fronte bastionato, determinerà una barriera con uno sviluppo di 72 metri, fortemente lesiva per questa parte del centro storico e per il recupero morfologico e paesaggistico del Parco delle Mura e delle Acque , proprio in una zona in cui le mura rinascimentali sono fisicamente ben conservate. Il Comitato Mura, che si è già espresso in giugno sulla stampa in modo fortemente critico rispetto a collocazione e impatto del brutale intervento, richiama l'attenzione di tutti i cittadini, delle associazioni e degli organismi di tutela che hanno a cuore la città, il centro storico e il Parco delle Mura. Infatti, l'edificio - per fortuna oggi ancora nella fase preliminare di progettazione - potrebbe essere il primo di una serie di edifici identici o di ancor maggiore volume e altezza in un processo di ristrutturazioni dell'area ospedaliera che avverrebbero con una logica "pezzo per pezzo" e in mancanza di un progetto unitario complessivo. Il che sarebbe esiziale per una ricomposizione equilibrata e che tenga conto, oltre che della presenza della Mura, del contesto storico in cui la torre s'inserisce. Per queste considerazioni, ogni giorno è prezioso per riconsiderare la collocazione e l'altezza eccessiva di questo nuovo edificio.

Allargando lo sguardo a tutta l'area, qualsiasi sarà l'esito finale del complesso e articolato dibattito in corso sul futuro delle strutture ospedaliere cittadine, vi sono alcuni elementi cardine irrinunciabili, sia che resti ospedaliera sia che assuma, in parte, altre funzioni:

 

1) la valorizzazione del tracciato continuo delle mura rinascimentali comprensivo delle fasce di rispetto interna (terrapieno) ed esterna (fossa) in base alla morfologia originaria del sistema;

2) la liberazione del baluardo Cornaro dalle cliniche che lo sovrastano e dagli attuali edifici pediatrici a ridosso della cortina muraria;

3) la riapertura del canale San Massimo, oggi interrato sotto l'area ospedaliera, ripristinando la continuità di percorso con i tratti scoperti, presenti prima e dopo l'area ospedaliera, e restituendo dignità ad un corso fluviale esistente fin dalle origini della città;

4) il contenimento dell'altezza massima degli edifici, per la prevista ristrutturazione del monoblocco ma soprattutto per il settore delle cliniche a est di via Giustiniani, non superando le altezze dell'edificato adiacente.

 

Non tenere in considerazione questi elementi progettuali significherebbe ignorare la morfologia e la storia di quel settore del centro storico. Corrisponderebbe a svuotare di significato e prospettive la progettualità del Parco delle Mura e delle Acque faticosamente costruita in decenni di attività da più realtà culturali e ambientaliste cittadine e assunta quale elemento programmatico trasversale dalle ultime amministrazioni comunali, compresa quella in carica. A questo tema, in grado di rigenerare molte aree, oggi marginali e neglette, del nostro centro storico, sarà dedicato un Convegno a Palazzo Santo Stefano il prossimo 10 novembre.

 

Comitato Mura di Padova

 

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