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Porta Saracinesca (demolita) Stampa E-mail


Realizzata in data imprecisata e demolita a fine Ottocento, di questa porta ci restano solo alcune fotografie, oltre a resti della base sull'argine del Tronco Maestro. E' probabile che le fondazioni esistano ancora sotto la sede stradale, così come il ponte esterno a tre archi, del quale dall'argine si vede ancora il primo.

L'aspetto della porta come appare nelle foto è decisamente assai dimesso, rispetto a tutte le altre, il ché si spiega con l'uso a cui era destinata, almeno inizialmente, che non era pubblico bensì militare: dava infatti accesso alla cittadella nuova, che occupava un'ampia area delimitata dal Tronco Maestro del Bacchiglione ad est e dalle mura a sud e ovest e si spingeva a nord fino alla biforcazione del Naviglio Interno.

La struttura è in laterizio a vista e solo l'arco esterno ha una semplice cornice in pietra, sormontata da una inquadratura che ospitava probabilmente un leone di S. Marco. Il fianco est, lambito dalle acque del canale, presentava una cordonatura a livello del piano di campagna e al di sotto di questa era scarpato e rinforzato in pietra, perlomeno agli spigoli. E' notevolmente più bassa delle altre porte e dalla foto esterna non è chiaro se il portalino a sinistra nasconda un ingresso pedonale, assente nella facciata interna. Non mostra tracce evidenti di sostegni di un ponte levatoio, il ché fa pensare che possa essere stata abbassata, forse nel Settecento, all'epoca delle costruzione del ponte in muratura all'esterno della porta. Il lato verso la cittadella ha un aspetto decisamente rustico e verso il canale presenta uno spesso contrafforte murario che regge all'interno un rocchetto verticale, verosimilmente funzionante da argano per l'avvolgimento della catena che, agganciata al piccolo bastione ancora esistente sulla sponda opposta, regolava la navigazione, impedendo il transito dei natanti quando veniva tesa. L'alveo del canale, largo in quel punto circa 35 metri, era per metà ostruito dal lato est da una doppia palificata, all'interno della quale scorreva una slitta per la catena.

Demolita la porta, nel 1888 essa fu sostituita da una barriera daziaria, della quale rimangono oggi il casello, in uso al Consiglio di Quartiere 5, e i resti di un pilastro.

(il testo si basa sulle informazioni fornite in G. Mazzi, A. Verdi, V. Dal Piaz, Le Mura di Padova, Il Poligrafo 2002, opportunamente integrate)


(spostare il mouse sulle foto per leggere le didascalie e cliccare per ingrandirle)

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Quello che rimane

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La barriera daziaria

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