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Il torrione dell’Arena fra realtà e fantasie Stampa E-mail

rilievo torrione dell'Arena

(11 novembre 2016) - Per amor di verità, chiariamo ai cittadini che le gallerie del torrione dell’Arena, contrariamente a quanto afferma Elio Franzin (Gazzettino del 10 novembre), non sono mai state usate come rifugio antiaereo. E che il foro nello spessore del bastione, nascosto dal manufatto in calcestruzzo addossato al torrione, non è stato praticato per permettere al manovratore di una sirena d’allarme di rifugiarsi nel ”camerone” del bastione (Gazzettino del 26 ottobre, nella lettera a cui un lettore ha risposto il 28 ottobre).

A parte il fatto che si tratta di una chiavica e non della piattaforma per una sirena e a parte che dal foro si passa solo strisciando, il malcapitato avrebbe anche rischiato di annegare, come sarebbero accaduto anche ai cittadini che si fossero davvero rifugiati là dentro. Perché il troppo pieno della fontana scarica direttamente al di sotto, nella grande casamatta del torrione, che difatti è allagata per oltre due metri, sopra uno spesso strato di fango che ne copre il pavimento. Ed è così, verosimilmente, da più di un secolo, da quando esiste la fontana.

Quanto ai rifugi di cui parla Franzin, sui quali esiste un’adeguata documentazione, sono semplici ripari paraschegge di superficie, analoghi a quelli allestiti in piazza Mazzini e altrove, e, come è facile rendersi conto guardandola stessa foto cui si riferisce Franzin, erano collocati lungo il vialetto che scende a est dal ponticello, lontano quindi e a un livello ben più alto rispetto all’imbocco della galleria di accesso alla casamatta, che si trova invece sotto l’alveo del rivolo principale che scende dalla fontana.

Risulta tutto chiarissimo dai rilievi che degli ambienti ipogei del torrione sono stati realizzati nel 2011-2012 dagli speleologi del GSP-CAI, che hanno accuratamente ispezionato l’interno (nell'ambito del progetto Padova Sotterranea, portato avanti con il Comitato Mura, in convenzione con il Setore Edilizia Pubblica). I rilievi sono stati presentati in più occasioni al pubblico e sono in possesso del Settore Edilizia Pubblica, il quale, sulla base di quei rilievi, per disposizione dell’Assessore Paolo Botton, sta per dare corso a una serie di sondaggi, per raggiungere l’ingresso e valutare se e come sia eventualmente possibile procedere allo svuotamento degli ambienti, per renderli, ove possibile, agibili. Procedendo, com’è ovvio, con tutte le cautele del caso, onde evitare pericolosi contraccolpi alle strutture vicine, in primo luogo alla Cappella degli Scrovegni, ma anche al bastione stesso, visto che i mattoni, rimasti così a lungo sommersi, potrebbero anche sfaldarsi, se non adeguatamente “curati”. E mantenendo il fango fluido, evitando cioè di “chiudere l’acqua” prima del tempo, cosa che lo farebbe solidificare, rendendo lo svuotamento assai più difficile e oneroso.

Tutto ciò con l’autorizzazione e la supervisione della Soprintendenza, recentemente unificata, che è garante per i cittadini della salvaguardia del patzrimonio storico, prevista dalla Costituzione.


Comitato Mura di Padova
Gruppo Speleologico Padovano CAI


PS: come molti avranno notato, attorno al torrione è stato nel frattempo montato un ponteggio, preludio all'avvio di una operazione di manutenzione straordinaria del paramento, assai deteriorato, a cura del Settore Edilizia Pubblica. Pur essendo stato programmato già in precedenza, l'intervento si inserisce nel piano di restauri che riguarderanno fra breve tutto il tratto da qui fino al Castelnuovo, che verrà realizzato per stralci.

Nelle foto sotto:
- i paraschegge nei giardini dell'Arena, che nulla hanno a che fare con le gallerie interne
- i due paraschegge della foto precedente indicati nella pianta che riporta anche la planimetria dell'ipogeo del torrione
- per utile confronto, analoghi paraschegge di superficie allestiti in piazza Mazzini
- i rilievi realizzati dal Gruppo Speleologico Padovano CAI con la collaborazione del Comitato Mura, nell'ambito del progetto Padova Sotterranea
- uno speleologo mentre penetra all'interno del torrione attraverso il foro presente nella muratura: impossibile usarlo come ingresso d'emergenza. L'interno degli ambienti ipogei è allagato per oltre due metri di altezza

 

paraschegge I due paraschegge della foto indicati in pianta paraschegge piazza Mazzini rilievo completo speleologo speleologo all'interno

 
 
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