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Il futuro della Prandina: un’occasione anche per le mura Stampa E-mail

catasto 1832
(26 maggio 2015)
- A seguito delle notizie apparse nei giorni scorsi sulla stampa locale riguardo alla ipotesi si realizzare un parcheggio alla ex caserma Prandina, il Comitato Mura ha ritenuto utile ritornare sull'argomento per ricordare la proposta fatta a suo tempo di riportare la strada di circonvallazione interna (via Orsini) sul suo tracciato originale, allontanandola dalle mura.

Il futuro della Prandina: un’occasione anche per le mura

La disponibilità del Demanio alla concessione (e in seguito, forse, alla cessione definitiva) dell’ex caserma Prandina al Comune, apre importanti scenari di trasformazione per quel settore della città. Qualsiasi progetto si voglia sviluppare su quell’area deve necessariamente cogliere l’occasione di integrarvi il recupero del tratto di mura cinquecentesche di via Orsini, quale opportunità per attuare una parte del più vasto progetto di recupero del Parco delle Mura e delle Acque.

Il Comitato Mura di Padova ripropone quindi l’idea di ripristino dell’originale tracciato di via Orsini, ipotesi a suo tempo (luglio 2014) illustrata all’Amministrazione Comunale ed in più occasioni apprezzata e “fatta propria” dall’assessore Boron.

Via Orsini, che costituisce il confine occidentale della caserma, corre a ridosso del lato interno delle mura cinquecentesche per circa 400 metri. Tale posizione è frutto della rimozione dell’ampia fascia di terrapieno che si trovava all’interno della cortina muraria. La proposta, ora che l’area sembra in procinto di entrare nella disponibilità del Comune, prevede lo spostamento della via nella sua collocazione originale (la via di circonvallazione interna alle mura) che ancora esiste e costituisce il viale interno dell’ex area militare. Gli edifici dell’estremità ovest della caserma non presentano un valore storico rilevante e possono essere eliminati senza timore. In tale modo si renderebbe più sicuro il transito delle auto che oggi avviene in un pericoloso passaggio (più volte luogo d’incidenti), schiacciato tra gli edifici della caserma e il fronte interno delle mura. Questo consentirebbe soprattutto di recuperare una lunga superficie a ridosso della muraglia, collegando l’area verde del bastione Savonarola (accessibile, ma decisamente negletta) con quella del bastione San Prosdocimo (chiusa al pubblico); andando quindi a realizzare una delle molteplici azioni di “ricucitura” degli spazi del sistema bastionato indispensabili per il recupero complessivo delle mura.

Il disegno dei parcheggi (realizzati con l’uso di pavimentazioni drenanti e alternati da aiuole alberate) e dei servizi a supporto, non dovrebbe prendere origine dalla tristemente diffusa pratica di una cieca tabula rasa ma al contrario farsi carico delle direzionalità storiche presenti nell’area, legate al disegno fondiario antico e alla tipologia dei grandi conventi e palazzi presenti lungo le strade maggiori. Se eseguito con garbo, ciò permetterebbe di integrare coerentemente alla morfologia storica l’edilizia conservata e non comporterebbe affatto né ostacoli alla funzionalità né la perdita di posti-auto.
Il Comitato Mura è disponibile a collaborare con l’Amministrazione per fornire la documentazione d’archivio ed eventualmente dare supporto agli Uffici per tutte le indicazioni progettuali che potessero essere utili.

Comitato Mura di Padova

Per una selezione di immagini che illustrano la proposta di spostamento del tracciato di via Orsini si rimanda al precedente articolo
Caserma Prandina e Mura di Padova: l'occasione per un recupero

Qui sotto: La tessitura delle aree interne alle mura tra il baluardo di San Prosdocimo e porta Savonarola nel Catasto austriaco del 1832


La rassegna stampa



Il nostro comunicato è stato annunciato il 3 giugno e poi pubblicato integralmente il 6 giugno dal Mattino

 
 
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