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Chi danneggia il Castelnuovo? Stampa E-mail

Comunicato Stampa - 19 marzo 2009

 

IMG_1680_15mar09_tSollecitati dai ripetuti allarmi lanciati a proposito dei restauri al Castelnuovo dagli Amissi del Piovego, riteniamo utile tornare sull’argomento.

Cominciamo con gli inconvenienti che anche noi abbiamo constatato: in molti punti le nuove stilature superficiali dei giunti di allettamento (effettuate con malta a base di calce) si stanno staccando e qualche mattone appare già isolato dalla massa muraria retrostante. Sono alterazioni che non devono essere sottovalutate, ma analizzate, per capire se siano state causate semplicemente dalle inusuali condizioni atmosferiche di questo inverno, oppure da una errata composizione delle malte, o da altro ancora, in modo da poter correggere i danni e prevenirli negli interventi futuri. Senza stravolgere il criterio di un restauro rispettoso dell'esistente che è stato adottato e che abbiamo largamente condiviso. Analisi e test a quanto ci è stato detto saranno effettuati a breve e i relativi interventi dovrebbero seguire già in primavera.

Sono poi ancora presenti le infiltrazioni di acqua piovana dalla porzione settentrionale non ancora impermeabilizzata del terrapieno sul torrione Buovo, come segnalato già al compimento dei lavori di restauro. Nell'ingresso ai vani interrati e sulle pareti del locale a ovest della galleria inferiore è pertanto ancora abbondante lo stillicidio delle acque.

Più complesso appare il problema dell'allagamento della galleria che collega il torrione Buovo col Castelnuovo, la cui volta risulta però sostanzialmente asciutta, segno che non ne è responsabile la pioggia, o almeno non in misura determinante: a parte quella che percola nel bastione Buovo e quella che ovviamente può liberamente entrare dalla scaletta a metà della galleria in caso di forte pioggia, la maggior parte dell'acqua viene probabilmente con infiltrazioni dal basso, non dall'alto. Si potrà ovviamente indagare sulla provenienza di quell'acqua: una possibilità concreta è che siano il livello dell'acqua di falda e del vicino canale Piovego, oggi più alto che in origine, a determinare il travaso nella galleria.

È singolare che questa possibilità non sia mai stata indicata dagli Amissi. Ma, se fosse verificata la dipendenza dal Piovego, si confermerebbe che è stata una scelta improvvida (oltreché illegale, perché non autorizzata) quella, da loro promossa e poi da mani non troppo ignote realizzata, di aprire la cavana di San Prosdocimo nei pressi della porta d'acqua (chiuse entrambe, secondo il parere concorde degli studiosi, forse già in fase o poco dopo la loro realizzazione), facilitando così ulteriormente il travaso delle acque. Che peraltro doveva essere stato previsto fin dalla costruzione del complesso, visto che sulle pareti della galleria si notano delle scanalature, sicuramente presenti ab origine, che paiono proprio alloggiamenti per paratoie. Nel qual caso, che scandalo ci sarebbe se la galleria si allagasse oggi come allora?

Nelle loro denunce gli Amissi non fanno invece alcun cenno ad altri danneggiamenti che il complesso ha subito nel corso degli ultimi mesi (comunque in data posteriore al 7 dicembre 2008), che pure sono ben visibili, ma che evidentemente non li allarmano, come invece hanno allarmato noi, e non poco, quando li abbiamo scoperti.

Segnaliamo i più evidenti. Nel muretto che chiude (ormai chiudeva...) la galleria è stata aperta da mano ignota una breccia, come si vede nelle foto "prima e dopo", che favorisce evidentemente il flusso dell'acqua dal trabocchetto (nel quale è normale ci sia) verso l'interno della galleria, da cui pensavamo la si volesse tener fuori! E ancora, la serratura del cancello che chiude l'accesso a metà circa della galleria è stata divelta, rendendola accessibile a chiunque abbia modo di entrare nell'area, così come è stata divelta quella del cancelletto che si apre nella grata che chiude all'interno del bastione il vano della porta d'acqua. Ignote braccia hanno anche ampliato lo scavo dalla parte interna della cavana, proseguendo evidentemente il lavoro (non autorizzato) della scorsa estate... Ed è iniziato, sempre per opera di ignoti e senza alcuna autorizzazione, l'abbattimento dei muri paraschegge costruiti alla fine della galleria già nella prima guerra mondiale, quando fu destinata a rifugio antiaereo, abbattimento più volte richiesto, vedi caso, dagli Amissi e al quale, è il caso di ribadirlo, noi rimaniamo contrari: è legittimo proporne l'eliminazione, se ne può certamente discutere nelle sedi appropriate, ma solo la Soprintendenza può autorizzare una simile operazione. Non è ammissibile che si agisca di propria iniziativa. Ed è anche un reato.

Archeologi e restauratori fai-da-te sono dunque in continua attività, senza che gli Amissi, di solito così attenti, e che hanno lì accanto la loro sede, sentano il dovere di denunciarlo pubblicamente. Non sta a noi ricercarne le ragioni: siano i cittadini, e le altre associazioni che hanno a cuore la reale salvaguardia del patrimonio storico, a trarre le proprie conclusioni.

NOTA: leggete anche l'aggiornamento di maggio 2009, con nuove foto


(cliccare sulle foto per ingrandirle)

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Il muretto di separazione tra galleria e trabocchetto (integro nella foto a sinistra, del 7 dicembre 2008, e intaccato nelle successive del 15 marzo 2009)

 

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A sinistra i muretti paraschegge parzialmente demoliti senza autorizzazione. A destra gli alloggiamenti per le paratoie. Foto del 15 marzo 2009

 

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A sinistra lo stato dello scavo interno della cavana il 7 dicembre 2008. Nelle immagini seguenti, del 15 marzo 2009, gli evidenti segni dell'ampiamento dello scavo

 

 
 
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