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Nuovo riconoscimento al lavoro del Comitato Mura Stampa E-mail

Mura medievali di Padova(29 ottobre 2018) - Il lavoro a tutto campo della nostra associazione ha ricevuto un nuovo lusinghiero riconoscimento, questa volta dalla giuria del Premio Brunacci-Monselice per la storia veneta, giunto alla 33a edizione, la cui cerimonia di consegna si è svolta ieri a Monselice, nella Pieve di Santa Giustina. La guida Mura medievali di Padova, curata e scritta da Ugo Fadini, edita lo scorso anno da Edibus e Comitato Mura, è fra le cinque opere segnalate nella sezione dedicata ai libri di interesse padovano, vinta, con giusto merito, da Ornella Pittarello con l'edizione degli Statuti di Padova di età carrarese, un'opera fondamentale, portata compimento soto gli auspici dalla Deputazione di Storia Patria per le Venezie e pubblicata da Viella.

Tutt'altro dunque che un premio di consolazione, la segnalazione riservata alla nostra Guida, viste la qualità e importanza dell'opera vincitrice. Particolarmente lusinghiera la motivazione della segnalazione, che potete leggere qui di seguito, ma anche nella pagina del sito del Premio Brunacci, assieme a quelle di tutti gli altri libri premiati o segnalati, oltre alla relazione del presidente della giuria Antonio Rigon e alla commemorazione di Lionello Puppi letta in apertura di cerimonia.

MOTIVAZIONI: Per aver realizzato un volume che, oltre a essere una guida, costituisce un vero e proprio saggio sulla storia urbanistica di Padova in età carrarese, condotto con profonda conoscenza della bibliografia e delle fonti relative a quel periodo. L’apparato iconografico è molto curato, e preziose sono le mappe che l’autore ha inserito con le ricostruzioni ipotetiche del percorso delle mura e delle vie d’acqua della città. La facies del circuito murario padovano peraltro è seguita in chiave diacronica anche oltre i confini dell’età carrarese, in modo che il lettore odierno possa rendersi conto delle profonde trasformazioni che questa struttura così caratterizzante ha subito nel tempo. La scientificità del volume e l’onestà intellettuale dell’autore che non propone certezze ricostruttive facili a scapito dell’aderenza al dato documentario e l’utilizzabilità di questo testo a diversi livelli ne fanno un libro davvero di grande interesse. (Dario Canzian).